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Blow Up Blow Up n.61
Giugno 2003
  Il Mucchio Il Mucchio n.540
1-7 Luglio 2003
"I Mantraturbato sembrano [...] già un gruppo che sa il fatto suo; usano materie musicali composite e giustapposte, e le assemblano con mestiere e talento - senza dimenticare i testi, particolarmente ispirati..." (Segue)

 
"Quando capita di imbattersi in un disco come quello dei Mantraturbato sovviene la bella sensazione che si possa ancora suonare pop in modo vero ed intelligente, senza prestare il fianco a preconfezionamenti melensi, calcoli preventivi di vendita, target, trend istituzionalizzati o alternativi che dir si voglia..." (Segue)

Alternatizione.com Alternatizine
Giugno 2003
  Musicalnews.com Musicalnews
Luglio 2003
"'Gli spiriti del dopocena', a detta degli autori stessi, è un CD caratterizzato da un sound 'preterintezionale', l’effetto che va dunque ben oltre le intenzioni di chi lo ha pensato e causato. [...] I Mantraturbato hanno sviluppato un ambizioso progetto: hanno de-strutturato le fondamenta di alcune loro canzoni conferendo alle melodie della voce il ruolo guida lungo arrangiamenti elettronici curatissimi ma, a tratti, disorientanti..." (Segue)

 
"I Mantraturbato, giovane formazione aretina, stupiscono [...] per il coraggio profuso in fase di arrangiamento: il loro art rock, debitore senza dubbio di molte delle esperienze più cerebrali della scena angloamericana, presenta interessanti intarsi elettroacustici in cui momenti di decostruzione elettronica si affiancano al calore del pianoforte e delle chitarre acustiche..." (Segue)

i-dbox.com i-dbox
Luglio 2003
  Sentire Ascoltare Sentire Ascoltare
Luglio 2003
"'Gli Spiriti Del Dopocena' è la naturale evoluzione della band, partita come canonico progetto rock e piano piano evolutosi verso una forma musicale molto più sperimentale ed elettronica, con un misto fra glitch pop, rock e cantautorato che lascia piacevolmente sorpresi..." (Segue)

 
"Intrigante la musica dei Mantraturbato, cinque ragazzi aretini che debuttano per le Officine della Cultura sulla lunga distanza con 'Gli spiriti del dopocena', con distribuzione della Materiali Sonori. Il loro ambient-rock in lingua italiana è il frutto di un compromesso davvero riuscito tra elementi acustici ed elettronici, e si dipana dall'iniziale 'Trema se respiro' alla finale 'Dal freddo' attraverso atmosfere lente, ammorbate ed introspettive..." (Segue)

Kathodik.it Kathodik
Luglio 2003
  Gufetto.it Gufetto
Luglio 2003
"Il notevole progetto aretino Mantraturbato [...] tenta di descrivere il proprio suono usando la definizione di "musica preterintenzionale" (il loro cd-demo del 2001 si intitolava "Gamma, preterintenzionale"; l’aggettivo è forse da intendersi nella etimologia derivata dalla lingua latina, praeter intentionem, "fuori dell'intenzione"): ovvero equilibrare, sul filo del rasoio, strumentazione acustica ed elettronica in un'attitudine che potrei descrivere rozzamente come psichedelica..." (Segue)

 
"Arrivano da Arezzo i Mantraturbato (ex Mantra) con il loro carico psicologico di angosce e paure trasformate in musica. Cinque componenti dalle professioni stranissime che danno voce alle inquietudini di oggi, nascondendosi dietro suoni 'liquidi', rarefatti, distorti e inquietanti. Un sussurrare le paure giocando con i suoni, che spesso spiazzano, portandosi in direzioni contrarie a quelle attese..." (Segue)

MusicbOOm MusicbOOm
Marzo 2004
  Sonicbands Sonicbands
Marzo 2004
"Gli undici frammenti sonori che compongono il loro primo disco, Gli Spiriti del Dopocena, cercano di comunicare un senso di disagio – vuoi per il clima volutamente saturo e claustrofobico – con testi minimali e malinconici, spesso al limite della disperazione angosciante e del nichilismo; bisogna però aggiungere che il lirismo dei cinque aretini ha poco da spartire con l’angoscia manieristica di certi gruppi volutamente depressi..." (Segue)

 
"I Mantra Turbato sono cinque ragazzi di Arezzo, che ci regalano un disco disintossicante. Sonorità inusuali che fanno bene all’organismo perché rinfoltiscono la visione ed il nostro universo musicale. Un sound d’atmosfera che si fonde fra rock, musica elettronica e tracce rarefatte di tromba che accentuano la creola chimica di questo interessante progetto." (Segue)

Rockit Rockit
Maggio 2004
  RockLab RockLab
Dicembre 2004
"Per gli appassionati del rock sporcato d’elettronica, o comunque di quel suono d’atmosfera che sta caratterizzando questi anni, questa è l’ennesima conferma di come l’Italia sia in grado di produrre artisti all’altezza della situazione. I Mantraturbato, cinque toscani sulle scene da parecchio, giocano una partita su un campo che ha come angoli quelli di Casino Royale, Laika, Üstmamo e Massive Attack..." (Segue)

 
"Sinceramente non penso di esagerare troppo se affermo che, con una buona promozione e un produttore capace, questo lavoro poteva essere annoverato tra le rivelazione della musica alternativa della penisola; perchè effettivamente questo disco è fin troppe volte strabiliante." (Segue)

Speak my Language Speak my Language n.4
Gennaio 2005
 
"Ad oltre un anno e mezzo abbondante dall’uscita di questo lavoro, in un pomeriggio d'autunno ho con piacere gustato questo bel disco dei ragazzi di Arezzo. Gli arrangiamenti dei pezzi sono curati, con suoni elettronico/cerebrali e liriche a volte fin troppo struggenti, che ti fanno perdere la visione d'insieme del pezzo ma che ti risucchiano l'attenzione ad ogni più piccolo particolare..." (Segue)

 

01.Ago.2010 
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